LA LETTERA
La lettera è arrivata. Incrocio alcuni vicini, che l’hanno ricevuta contemporaneamente. “Soldi buttati” sospira l’appuntato in pensione “ La signora Pettisa scuote le chiome fresche di meches, scuote un po’ anche il seno abbondante, già che si trova. “Non diciamo niente che anche i muri hanno orecchie e quello è sempre all’erta” indica con le meches l’abitazione del giornalaio. “Acqua in bocca, allora” mormora l’appuntato, arretrando di un passo, non potendo più arretrare la lingua. Ormai quello che è detto è detto e chi voleva sentire ha sentito. La signora Pettisa se ne va scuotendo le ciocche e i glutei abbondanti.
“Venga con me in ascensore, che le devo dire una cosa.” Sibila impercettibilmente l’appuntato. “Fermiamo l’ascensore fra un piano e l’altro. Casa mia non è sicura: confino con un sindacalista e se si appoggia l’orecchio alla parete si sente tutto. D’altra parte lei ha sotto quella strega della Livoroni. Anche lei, se appoggia l’orecchio al soffitto sente tutto.”
“Vabbè, possiamo sempre vederci fuori.” Il volto dell’appuntato si distorce dal terrore.
“No, mai. Se ci vedono insieme capiscono tutto. Anzi, mi faccia il piacere, se ci dovessimo incontrare per caso, mi saluti molto freddamente. In questa cittadina c’è sempre qualcuno che va a riportare.”
Provo a mettermi a ridere, ma lui mi fa cenno di soffocare il primo risolino, portando un indice ossuto tra naso e mento e biascicando impercettibilmente: “Se starà un po’ in questo condominio smetterà di ridere. Qui c’è la dittatura.” Oggi fa freddo, eppure comincia a sudare visibilmente, la fronte si copre di goccioline.
Appena partiti, l’appuntato preme il pulsante “alt”.
“Uff, adesso sono tranquillo, qui non può sentirci nessuno. Volevo chiederle: lei ci va all’assemblea? Qui si preferisce che non si vada e si diano le deleghe ai soliti amici degli amici, lei mi capisce, vero?”
“Guardi, io sono arrivata da poco e ancora non mi oriento. Di cosa si tratta?”
“Si tratta del giardino. Chi se ne deve occupare, una ditta di estranei o dei volontari che gratuitamente prestano la loro esperienza cinquantennale, che ha già prodotto balconi notevoli, balconi lussureggianti come foreste tropicali? C’è chi ha motivi suoi per spingere la ditta. Poi c’è il problema degli stendini: da regolamento è proibito stendere i panni sul balcone, ma noi poveri cristi dove li dobbiamo mettere gli stendini? Se li mettiamo in casa non si passa più. Poi, con tutte queste bandiere della pace e non pace stese, chi vuole che faccia caso a quattro calzini e due mutande, con rispetto parlando? Mi scusi se ho parlato sporco, mi sono fatto trasportare dalla foga. Ritiro la parola mutande. Oddio, l’ho detta un’altra volta. Mi scusi ancora.” Mortificato l’appuntato ammutolisce.
“Va bene, non si preoccupi, ci mancherebbe, con tutto quello che si sente in televisione..non mi sto certo a formalizzare per due mutande. Piuttosto, lei che ne pensa di questa lettera? C’è chi dice che dobbiamo rimandarla indietro, senza leggerla” L’appuntato si fa pensoso.
“Si, si potrebbe rimandare, tanto la danno uguale a tutti. Poi la leggono al tiggiuno e se non la leggono ce la facciamo prestare da qualcuno che l’ha aperta. Tanto cosa può dire, questa benedetta lettera? Tasse e bollette e carovita li abbiamo sotto gli occhi. Provi a comprare due cavoli al mercato. Prima aveva cinquanta euro e dopo aver comprato i cavoli i cinquanta euro sono finiti.”
Smetto per un momento di ascoltarlo, mi distraggo. Ho visto qualcosa di strano sulla busta, che finora non avevo ancora guardato.
“Penso che mi toccherà leggerla, magari sto attenta a non strappare la busta, io sono specializzata nell’aprire buste in modo invisibile, quando bisogna farlo in ufficio chiamano me. Altro che impiego sedentario, io dovevo lavorare nei servizi segreti!”
“Fa sempre in tempo a fare domanda. Hanno abolito il limite dei trentacinque anni di età per i concorsi pubblici. Per me purtroppo è tardi, ma se avessi quarant’anni di meno, non mi dispiacerebbe una vita avventurosa. Purtroppo mi limito a stare alla finestra e a controllare il viavai delle signore. Lei, per esempio, quando non va alla stazione la mattina alle sette, e quindi è in ferie, esce alle nove e mezza e va prima a comprare il giornale e poi le sigarette e già che c’è si fa anche un caffettino. E non porta la borsa, ha solo il portafoglio e le sigarette in tasca.”
“Starò più attenta a come mi muovo, allora, visto che mi controlla così bene.”
“Un tempo lo facevo per professione, adesso lo faccio per ammazzare il tempo. Che vuole, non ho molte distrazioni… Ma non faccio niente di male, sa. Io non parlo, neanche se vedo qualcosa di strano. Se lei ad esempio un giorno andasse prima a prendere il caffè e poi a comprare il giornale, e per fare un cambiamento così rilevante dovrebbe avere i suoi buoni motivi, io non lo direi a nessuno.”
“Meno male, allora sto tranquilla. Posso muovermi liberamente nel territorio.”
Ricordo la busta. “Ma guardi questa busta. E’ indirizzata “Alle famiglie sfortunate”“
“Toh, curioso, la mia no. Dice solo famiglie.”
Dimenticando il proposito di rimandarla indietro, la apro.
Comincio a leggere. L’appuntato si mette al mio fianco, per leggere anche lui
.
“Cittadini e contribuenti sfortunati, sappiamo tutto. Sappiamo com’è gravosa la vita per chi torna a casa dal lavoro e non trova un focolare acceso, un piatto pronto, magari un riso alla Saint Moritz.”
“Appuntato, questi sanno tutto. Guardi hanno cancellato Filetto alla Chateaux Lafite e hanno messo il riso. Sicuramente sanno che sono vegetariana” L’appuntato ci pensò un po’.
“No, secondo me l’avevano già scritta prima che uscisse pazza la mucca, la questione mucca pazza, insomma. Chissà quant’è che la tiene pronta, quello lì. E’ un uomo previdente, quasi veggente” “Ricordiamoci di controllare in seguito con altri malaccorti che l’hanno aperta, la lettera. Continuiamo a leggere, non possiamo tenere l’ascensore fermo a lungo. Già cominciano a bussare.”
“Sappiamo che fate fatica a pagare le bollette. Nelle famiglie monopersona le bollette sono quasi uguali a quelle delle famiglie più fortunate. Sappiamo che non trovate confezioni piccole nei supermercati e nei negozi tutti. Vi dovete industriare e arrangiare a cucinare per un reggimento e poi surgelare e nel peggiore dei casi, se cucinate una cosa buona, non riuscite a conservarla e ve la strafocate subito, con conseguente aggravio della voce abbigliamento, in quanto la taglia cambia. Sappiamo che fine fanno le confezioni di gelato che comprate per la domenica, quando vengono parenti e amici a trovarvi. L’idea del gelato nel congelatore comincia ad insinuarsi impercettibilmente nella vostra mente, mentre attendete a chattare e a spedire e-mail a destra e a manca o, peggio, a guardare la televisione. Il fatto che il gelato sia alla soia o al riso non diminuisce il danno economico e l’attentato alla linea. Se poi ci inzuppate anche dei biscottini farciti di frutta secca e cioccolato la situazione non può che aggravarsi. Appesantiti da un chilo di gelato nello stomaco, che vi provoca anche brividi di freddo, chattate con meno entusiasmo, nervosamente e spedite e-mail di cui sarebbe meglio pentirsi prima di averle scritte.
Sappiamo che la vostra casa assomiglia alla tana di un topo cartario, cugino dei topi di biblioteca. Cumuli di riviste da buttare previa lettura, cumuli di carta di cui non ricordate la natura, cumuli di libri in disordine che quando te ne serve uno lo devi cercare per sei mesi, cumuli di ogni genere ingombrano gli angoli della casa e, in casi gravi, anche il centro. E’ vero che tali cumuli spariscono o almeno vengono mimetizzati in caso di visite di idraulici, portieri e fidanzati, ma presto si riformano inesorabilmente.
Sappiamo anche che sorelle e fidanzati, gli unici abilitati ad esprimere commenti sullo stato di abitabilità della casa, immancabilmente dicono, nonostante gli sforzi eroici compiuti prima della loro venuta, “devi buttare un po’ di roba”
“Aho, questo me stà a fà ‘a fotografia” dimentico per un attimo il forbito italiano televisivo che si parla nel condominio, con l’unica eccezione della nonna dell’amministratore. Ma all’età di centotre anni qualche licenza è consentita, considerato il fatto che non ci sente e non sa leggere, perché ai suoi tempi non era di moda andare a scuola, nel suo ambiente. Così non può apprendere l’italiano aulico, non privo di strafalcioni, dalla televisione, di cui guarda comunque costantemente le figure.
“Sappiamo tutto delle vostre sofferenze, dell’ansia che vi prende in vista delle vacanze, perché dopo aver scartato un po’ di gente ed essere stata a vostra volta scartata come compagnia non idonea, soprattutto da gruppi di uomini diretti in Svezia o altra meta ambita da maschi italiani in vena di acchiappo, rimanete orribilmente sole con quindici giorni da riempire in qualche modo, possibilmente in modo entusiasmante e splendido, da ricordare nel resto del grigio anno. Né sono serviti allo scopo che vi prefiggevate i vari fidanzati che, si sono avvicendati nel corso dei decenni: essi avevano in comune la inquietante caratteristica di attaccare briga in vista delle vacanze, vuoi sulla destinazione, vuoi sul resto della compagnia, vuoi sul vettore del viaggio, vuoi sulla vostra pettinatura, la lunghezza delle vostre gonne e la vostra arte culinaria. Anche se avete imparato presto ad andare in giro da sola, sappiamo quanto questo vi pesi, quando vi trovate in un albergo abitato da soli tedeschi che non parlano neanche fra di loro. Sappiamo che diverse volte solo il vostro non arrendervi, ma piuttosto ingegnarvi di fronte alle circostanze avverse, ha permesso di trasformare una vacanza che definire fantozziana è un eufemismo, in una meravigliosa esperienza da ricordare. Che questo vi sia costato qualche rischio e pericolo, per fortuna scampato, preferiamo non sottolinearlo. Sorvoliamo anche sulle feste comandate e ponti vari. Riempire un carrello al supermercato in vista del Natale, sapendo che i vostri fratelli si sono dati e vi hanno mollato il vecchio padre, che detesta la vostra cucina e preferirebbe di gran lunga strafocarsi di abbacchio a scottadito che assaporare le vostre raffinate prelibatezze, non è un’esperienza esaltante.
Sappiamo tutto, ripeteremo senza tema di ripeterci.
E’ giunto il momento di porre fine alle vostre sofferenze ed al disagio esistenziale che vi accompagna.
Potremmo promettervi di ridurre le bollette di voi nuclei familiari composti da un solo individuo. Potremmo promettervi di emanare leggi che obblighino gli alberghi a mettere le stanze singole a prezzo equo
Potremmo fare dei centri single appositamente per voi, da accostare ai centri anziani (gli anziani single potrebbero frequentare alternativamente gli uni e gli altri).
Potremmo obbligare le ditte di gelati a fornire confezioni monodose, come potremmo obbligare i supermercati a fare altrettanto con tutti i prodotti.
Potremmo fare tutto questo, ma non lo faremo.
Faremo di più e meglio.
Voi tutti sapete che il nostro spirito è improntato alla difesa e alla promozione della famiglia.
Noi vogliamo che il nostro paese sia composto esclusivamente di famiglie e diventi esso stesso un’enorme famiglia.
Vi daremo un compagno, chiunque voi siate, comunque voi siate.
E’ stata appena nominata un’apposita commissione che si occuperà di formare le coppie, tenendo conto di innumerevoli criteri. Vi daremo il vostro compagno ideale, quello che avete sempre sognato. Risolverete d’un colpo solo il problema delle bollette, dei mutui, del risotto alla Saint Moritz, degli alberghi e delle confezioni monodose. Una volta che la persona ideale per voi sarà stata designata, non avrete più scuse. Basta con i piagnistei. Sbrigatevi pure a fare figli, se siete in età idonea, perché se terrete famiglia avrete meno grilli per la testa e farete investimenti più oculati e meno edonistici.
La commissione è così composta:
Irina Civetti, nota politica e nota buongustaia in fatto di scelta di partner
Mago Oluise che si occuperà dei risvolti difficili, dei caratteri impossibili
un noto sessuologo, ma non facciamo nomi, indovinate voi
un noto psichiatra, indovinate pure questo
un noto mago della finanza che dovrà esaminare le compatibilità finanziarie (questo lo dobbiamo ancora scegliere perché sono finiti tutti quasi tutti sul lastrico, li trovate davanti alla Caritas)
un noto grafologo (è inutile che vi diciamo chi è, tanto non lo conoscete), che indicherà la possibilità o meno di fare conti in banca congiunti
due noti pornoattori (i nomi per ora sono segreti, sennò vi andate subito a comprare le cassette e non sta bene) che daranno consigli piccanti alla coppia in formazione.”
“Mancava solo questo. Ti obbligano a prenderti la persona che vogliono loro. Si vede che hanno dei raccomandati da piazzare. Soprattutto con lei, che come partito non è male..”
“Appuntà, tutto è relativo. A lei sembro un buon partito perché sua moglie non lavora, ma certi miei fidanzati non sarebbero stati d’accordo. Non che dicessero niente, solo criticavano il mio stile di vita, il mio abbigliamento, la mia cucina povera.”
“Allora vuol dire che hanno dei disoccupati da sistemare, magari li nominano casalinghi e non se ne parla più. Spariscono dalle liste dei disoccupati. E a lei, povera signora, tocca lavorare per due.”
Presi dalla lettura ansiosa, non avevamo fatto caso a colpi provenienti dall’esterno. Qualcuno stava bussando alle porte dell’ascensore, giù al pianoterra. Terminata la lettura, ci guardammo, coscienti di ciò che le nostre orecchie avevano registrato. Ormai si sentivano distintamente anche delle grida. “Zozzoni, che state a fa?” Qualcuno aveva abbandonato il forbito italiano condominiale.
“Madonna, signora mia, ci hanno individuato. Chissà che si credono…E adesso chi glielo spiega a mia moglie che parlavamo di condominio?.”
“Ma no, stia tranquillo, non ci ha visto nessuno. Adesso andiamo al mio piano” dissi rimettendo in moto l’ascensore “Lì non c’è mai nessuno sul pianerottolo. Lei può aspettare qualche minuto e poi magari scendere a piedi, senza dare nell’occhio.”
“Appuntà, ti ho visto e mò so’ cavoli tua!” La voce era quella del ragioniere del terzo piano.
“No, no, la prego. Venga a casa mia. A mia moglie lo dica lei che non facevamo niente di male. Forse a lei crederà. Altrimenti se non le crede, se decide di divorziare, toccherà che ci sposiamo noi due, prima che la moglie me la trovino loro, con la commissione pornografologica. Noi due, almeno, un po’ ci conosciamo e andiamo d’accordo sulle questioni condominiali.”





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