SCUSE
Per ragioni misteriose e insondabili, si è cancellato un post. Nego ogni addebito a mie presunte incapacità tecniche. Ammetto, tuttavia, di aver cercato di cancellarlo appena dopo averlo postato, trovandolo improvvisamente bruttino, ma il post ribelle si rifiutava di assecondare il mio volere. Mi scuso con i commentatori e prometto di postare in futuro solo se assolutamente convinta.
PER UN AMICO, PER GINO TASCA
Sto rileggendo le sue mail. Sono contenta di scoprire di avergli scritto varie volte del mio affetto, di avergli detto di come mi ero affezionata a lui fin dai primi tempi del blog di Mozzi. Abbiamo cominciato a scriverci per scambiarci testi da leggere e relativi pareri, finendo poi per parlare anche di altre cose, accadimenti, progetti, vita.
Non penso mai che qualcuno possa morire, le persone più vicine, quelli a cui vogliamo bene. Li considero più o meno immortali e così li trascuro, penso che c’è tempo per dirsi, per scriversi, per vedersi. Parlavo di Gino con un’amica che non lo conosce, non frequenta i blog. Lei mi diceva che si comporta con ogni amico come se fosse l’ultima volta che la vede o la sente. Ogni volta che mi incontra mi bacia e mi dice che mi vuole bene. Se mi vede da lontano mi manda un bacio soffiato sulle dita. Le sue parole trasudano emozione e affetto. E’ così che vorrei essere, come non sono mai stata.
In certi periodi della mia vita sono completamente assorbita da problemi e difficoltà per me quasi insormontabili. Spesso i percorsi non si incontrano, non faccio nulla per farli incontrare. Quando accade qualcosa di terribile, mi rendo veramente conto di quanto ho perso, di quanto avrei potuto ancora fare.
Ricevo una lunga mail che si occupa di me e dei miei problemi. E’ un senso di calore, una luce nella vita. Rispondo, per un attimo sono in contatto, ma subito bisogna immergersi in altre cose, risolvere, fare, decidere, vivere. Mi accorgo solo vagamente della forza che mi dà l’attenzione, l’affetto di una persona che ho scelto per amico.
Ora so che non c’era tutto il tempo del mondo e mi dispiace non avergli scritto di più, più lungamente, più spesso, di non aver fatto di più per lui, a costo di essere inopportuna. Sono troppo discreta e la mia discrezione spesso è un difetto, un limite.
E’ facile provare affetto per lui, penso che saremo in tanti a sentire la sua mancanza, a continuare a visitare il suo blog, desiderando nuovi post, nuovi racconti, desiderando sentire ancora la sua voce, la sua voce scritta inconfondibile.
Di gino tasca (scrivo il suo nome con iniziali minuscole, perché così lui voleva) ci sono dei bei racconti sul mio blog. Sono contenta che la sua voce risuoni anche qui, nella mia casa.





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