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GLI UOMINI

di Pamela (25/10/2005 - 20:28)

Con gli uomini sono un disastro, lo confesso. Pur essendo in possesso di un’aspetto umano e femminile sotto ogni profilo, ho sempre avuto problemi con gli umani di sesso maschile.

Dopo ripetute meditazioni e spietati autoesami e autointerrogazioni, sono arrivata a questa conclusione: non è del tutto vero che io abbia problemi con gli uomini, è invece verissimo che gli uomini con cui decido di intraprendere lunghe e profonde relazioni  hanno problemi con me.

Se volgo lo sguardo al passato, lo vedo popolato di uomini in fuga, uomini che non telefonano, che spariscono prima delle vacanze, delle feste comandate e dei ponti, salvo riapparizioni in extremis, verso il quindici agosto, oppure il trentuno dicembre alle ore diciannove e quindici, inducendomi, nell’arco della mia vita, a dire numerose bugie o sgradevoli verità ad amici caritatevoli, che si stavano prodigando per  alleviare il mio sconforto di mollata in momenti critici dell’anno.

Caratteristica comune degli uomini della mia vita è di essere ed essere stati indisponibili. Se le circostanze fossero state diverse, avrebbero preso in considerazione la mia candidatura a fidanzata e probabile moglie ufficiale, ma così come stavano le cose, con il futuro ancora tutto da costruire e/o decidere, alla luce di terribili esperienze passate con altre, non era possibile, in quel preciso momento storico, affrontare alcuna decisione di cotanta importanza. In parole povere: non-rientri-nei-miei-progetti-sto-partendo-per-gli-States-e-non-so-quando-torno-non-vorrei-legarti-tipo-penelope-che-aspetta, oppure non-voglio-legarmi-se-prima-di-te-non-ci-fosse-stata-quella-stronza(variante: quelle-stronze)-allora-forse-chissà.

 

I comportamenti tipici che, con il mio fascino, riesco a suscitare negli uomini che ho tentato di conquistare, sono:

 

Lasciarmi, dopo ogni incontro, vuoi per uscita serale, vuoi per lungo e rovente week-end, senza alcun indicazione di tempo e luogo in cui sia possibile rivedersi, rispondere evasivamente ad accorte domande, salvo presentarsi a casa mia tutti i pomeriggi intorno alle cinque, sorprendendomi, naturalmente, intenta a lavori ancillari e/o cosparsa di argille e unguenti,  dire: “Passavo di qui per caso.”, costringendomi dunque quotidianamente a rimandare ogni velleità restaurativa e puliziesca ad orari notturni, ma solo nel caso l’amato bene non si presenti, altrimenti avrei di meglio da fare.

 

Chiedermi di ridurre al minimo l’invasione di campo in casa loro, portando via la maggior parte dei miei effetti personali, salvo poi cercare quel certo libro, che naturalmente è tornato a casa mia o la bottiglina di erbe per un’incipiente influenza e gli strani bulbi (scalogno) di cui non possoggono il know-how, ma visto che mi trovo lì, avrei ben saputo come utilizzare per quel certo piatto che stanno cucinando, in cui forse non sarebbero malvagi.

 

Lasciarmi partire per le vacanze da sola, accampando improrogabili impegni, però prodigarsi in consigli e avvertenze manco fossi in procinto di recarmi tra i tagliatori e miniaturizzatori di teste in remota jungla, accompagnarmi all’aeroporto dopo avermi imposto una vestizione tipo soldato mercenario che si accinge avventurarsi in campo nemico per missione impossibile, telefonarmi in continuazione durante la mia assenza, sperperando l’equivalente del costo di una vacanza in telefonate intercontinentali.

 

Supervisionare telefonicamente i lavori in corso nell’appartamento da me appena acquistato, rifiutandosi di vederlo prima che sia finito, perché non disposti a visitare un cantiere, nonostante siano in possesso di un diploma di geometra, preso in gioventù, che nella particolare occasione potrebbe risultare utile. Prodigarsi in consigli tecnici, dopo essersi fatti spiegare minuziosamente i problemi, cosa alquanto difficoltosa per una povera donna non completamente padrona dell’idonea terminologia. Indicare l’efficace modo di trattare con operai e maestranze: “Se portano quelle piastrelle, digli che se le posano gliele sfasci. Se le posano, sfasciale. Prendi un piccone e gliele sfasci, è semplice.”

 

Se sono fumatori, fumo libero per tutta la casa, con posacenere vagante nel letto o appoggiato su pancia loro o altrui. Appena smettono di fumare, divieto assoluto di fumo in casa, costrizione a fumare la prima sigaretta del mattino dopo caffè in giardino, prima dell’alba, in pigiama troppo grande e troppo maschile, sormontato da vestaglia troppo grande e troppo maschile, sormontata a sua volta da cappotto femminile di giusta misura, contemplando la neve, che è sempre uno spettacolo notevole.

.

Dopo aver finito di leggere un mio racconto, una storia d’amore che non parla di loro ma di un altro, prendono un libro a caso dalla libreria e mi leggono una pagina a caso. Per caso il libro è di Borges. “Questa è scrittura.” Dicono.

 

Accusati di mandare messaggi contrastanti, tipo avvinghiarsi alla mia modesta persona durante il sonno ma anche durante la veglia; occuparsi, soprattutto se non richiesti, di risolvere ogni mio problema e dire freddamente: “Siamo solo buoni amici.”; lasciarsi sfuggire attestati d’affetto, controbilanciandoli immediatamente con feroci critiche; preparazione di pasto faraonico con molte portate e torta con panna e champagne o suo surrogato per ogni mia visita, facendolo passare per una parca cena da scapolo, che decidono generosamente di dividere con me, riducendosi quasi alla fame  e dirmi che sarei impresentabile ai loro amici materialisti ed atei, in quanto esoterica, all’accusa rispondono con aria innocente: “Tu scambi per messaggi contrastanti la buona educazione.”

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