L'ESPERIMENTO
Vorrei farlo, ma non oso. E’difficile, lo so. E poi, sarebbe la prima volta. Lui mi direbbe: “Non ti avventurare.” Ho voglia di avventurarmi, ma ho anche paura. E se poi qualcosa va storto, che faccio? Le conseguenze potrebbero essere irreparabili. Temo il fallimento, che potrebbe infliggere un duro colpo alla mia autostima, già da me sottostimata a causa di innumerevoli insuccessi, collezionati in lunghi anni di duro lavoro e applicazione, studio e consultazione di testi disparati. Ho deciso, lo faccio, costi quello che costi. Lo sto facendo. Prendo il pacchetto relegato in un angolo nascosto, apro la confezione con timore, corro a consultare un paio di testi per non sbagliarmi. Appaiono nella mia mente numerosi punti interrogativi. Perché non sono indicati i tempi? Si sorvola sui tempi è inaudito. Da che mondo è mondo i libri indicano i tempi. Lo hanno fatto apposta, gli autori dei libri sapevano che oggi avrei tentato, da sola, senza alcun aiuto esterno, abbandonata a me stessa e agli errori in agguato. Ci vorrà molto tempo, prima di sapere se l’esperimento è riuscito. Sono già a buon punto con i preparativi. Decido di prendermela comoda, di agire in più fasi, visto che sono da sola. Piano piano capirò la procedura, come il primo uomo o la prima donna che ha avuto l’idea, che l’ha inventato. I libri sono volutamente ermetici, perché non troppe persone possano approfittare della formula. Ecco, l’informe prende forma, si gonfia, aumenta di volume, aumenta un po’ troppo, dovevo mettere meno materia prima. Prendo mentalmente appunti per la prossima volta. Non eccedere, non bisogna eccedere. Tremando, aggiungo acqua. Non sarà troppa? No, non è troppa. Ricordare, acqua esclusivamente bollente. Il volume aumenta ancora, la materia esce dal recipiente. La raccolgo e la ributto dentro. Materia ribelle. Ormai il più è fatto, ormai posso continuare a occhi chiusi. Chiudo gli occhi. Vado avanti, ora posso lasciare il laboratorio, vado al PC e seguo la rissa virtuale su Nazione Indiana. Ho caldo, la casa ha un surplus di riscaldamento, dato da vapori esotici. A metà della rissa, torno a sorvegliare ad occhi chiusi la mia produzione. Sono soddisfatta, sono orgogliosa, la mia autostima è al picco massimo. La procedura è completata, la materia informe ha preso forma, una forma conica, di cono molto largo alla base e molto basso. Stasera, finalmente, per la prima volta nella storia, un ottimo couscous fatto con le mie mani.





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