IL SACRO DIARIO
Ella ebbe il diario. Le fu donato da un’entità clarenciana venuta dalla grande rete. Nelle notti e nei giorni, per lungo tempo, ella si intrattenne con uomini e donne di molte tribù, alcuni anche clarenciani. Poi fu il grande buio. Prima del buio, nel grande crepuscolo, le fu negato l’accesso al luogo sacro del diario. Ella non si adeguava ai cambiamenti necessari, trascurava di elargire la giusta mercede di Norton, non aggiornava le Finestre, ma soggiornava beatamente, ignara della catastrofe imminente, tra libagioni e lieti conversari, sfornando papiri impalpabili. E venne cletus, ed egli immise gli scritti nella rete, nel luogo deputato.
L’esercito troiano di cavalli infetti, approfittò delle deboli difese. Si aprirono finestre a sorpresa, meretrici ignude copularono con satiri malvagi nel suo luogo sacro e in ogni luogo della sua rete, giochi d’azzardo si svolsero sotto i suoi occhi. Ella ebbe paura di consultare l’esploratore e si rivolse allo sciamano, non prima di aver infilato un pen drive in porta non acconcia, provocando il buio totale, condito di piccoli squittii e lamenti, come se la macchina della rete fosse piena di animaletti sofferenti.
“Nun po’ sbajà” le aveva predetto il venditore “Se a porta non è a sua, non entra:”
Così avvenne che ella si rivolse allo sciamano. Egli si pronunciò e disse:
“Signo’, ha fatto ‘na bella cazzata. I documenti so’ sarvi, ma ‘a maghina ‘a buttamo.”
Il primo verdetto fu successivamente migliorato. Con un piccolo esborso di sesterzi, la macchina magica tornò nuova, ma la sventurata si accorse, a sciamano congedato, che l’accesso al sacro diario era negato. Coadiuvata dal servizio clienti ma anche da entità occulte e da preghiere adeguate, riuscì a far rivivere il dono clarenciano e le voci dei convitati.
Molte lune erano tramontate sulla macchina silente e le tribù amiche non avevano più memoria dei suoi papiri. Gli ultimi messaggi non avevano avuto risposta e la notte avvolse di nuovo il sacro luogo.





Ultimi commenti