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Archivio Giugno 2007

MALFATTORI

di Pamela (25/06/2007 - 23:50)

Sono piccolo. Avrei ancora bisogno di qualcuno che mi protegga. Avevo la mamma, ma non so dov’è lei, ora. L’ultima volta che l’ho vista aveva una grande orribile ferita e perdeva sangue, si lamentava debolmente. L’uomo l’ha presa, senza che lei riuscisse ad opporsi, non ci ha neanche provato, e l’ha portata via. Non l’ho più vista. Lei, che avrebbe dovuto proteggermi, non poteva proteggere neanche se stessa.

Ora sono con quest’uomo e il mio mondo è fatto di dolore e di attesa del dolore. Lui mi lascia del cibo, ma sto talmente male che non riesco a mangiare. So che dovrei, se voglio crescere e continuare a vivere, ma non ce la faccio. Il dolore è più forte di tutto. Mi muovo a fatica, ogni movimento mi provoca fitte terribili.. La maggior parte del tempo me ne sto rintanato in un angolo di questo luogo. Prima che gli uomini ci prendessero, a me, mia madre e i miei fratelli, sapevo correre veloce e giocavo tutto il tempo. Ora, se penso a loro, ai miei fratelli più piccoli, rivedo i loro corpi straziati, sanguinanti, risento i loro gemiti sempre più flebili. Anche loro, non li ho più visti, l’uomo li ha portati via. Adesso ci sono altri come me, qui. Cerchiamo di nasconderci e di sottrarci quando arriva l’uomo, ma non abbiamo nascondigli validi. Lui ci prende facilmente. Ogni volta non sappiamo chi prenderà, per usare i suoi oggetti acuminati. Tremiamo di paura e ci guardiamo, ma alcuni non guardano più niente, tengono gli occhi chiusi, forse non possono più aprirli, però ancora si lamentano e respirano e tremano. Ecco, adesso lui mi sta prendendo. Il terrore si impossessa di me e per un attimo diventa più forte del dolore. Non voglio, aiutatemi, qualcuno mi aiuti, sono piccolo e non mi so difendere. Prima che lui affondi uno strumento nel mio corpo, emetto un ultimo, disperato squittio.

 

 

 

E’ tutto finito. La donna mi da il cibo. Lei mi ha curato le ferite, piano piano il dolore si è attenuato, tanto da consentirmi di mangiare. Non credo che tornerò come prima, prima dell’uomo, quando correvo felice e giocavo. Mi muovo a fatica, le zampe mi fanno male, molte parti del corpo sono dolenti. Siamo in tanti qui, ma la mamma e i miei fratelli non ci sono, molti di noi mancano. Adesso siamo tutti tranquilli, non tremiamo e non gemiamo più. Siamo al sicuro con lei. Sentiamo la sua voce, una voce calma e dolce. Spesso ci accarezza leggermente nelle parti in cui non abbiamo ferite. Alcuni di noi hanno ancora gli occhi chiusi, forse non li riapriranno più, però mangiano e bevono acqua e non tremano.

 

 

 

Azione criminale contro un laboratorio. Malfattori si sono introdotti nell’edificio di un centro di ricerca e hanno sottratto animali da esperimento: topolini, conigli, gatti e cani. La polizia indaga.

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VIBRISSELIBRI COMPIE UN ANNO

di Pamela (21/06/2007 - 01:36)

Per poter scrivere auguri degni di Vibrisselibri per il suo primo compleanno bisognerebbe saper scrivere la gratitudine e la meraviglia, saper riferire i molti accadimenti sorprendenti e piacevoli.

Un anno fa Vibrisselibri era solo un post di Vibrissebollettino, un’idea e una proposta di Giulio Mozzi.. L’idea è cresciuta, è stata condivisa da un’ottantina di persone, che lavorano con entusiasmo al progetto. Adesso Vibrisselibri è un sito, su cui sono pubblicati cinque libri.

Vibrisselibri è soprattutto persone, persone che amano la letteratura e desiderano scoprire e veder pubblicati libri belli. Il lavoro è volontario e gratuito, strappato in qualche modo alla routine quotidiana di tutti noi, ognuno secondo le proprie possibilità

Gli uomini e le donne di Vibrisselibri sono sparsi in tutta Italia e non si conoscono tutti, si tengono in contatto e lavorano per e-mail, con discussioni feroci ma anche manifestazioni di amicizia, nonché cazzeggio puro, che qualcuno cerca invano di arginare.

In questo primo compleanno, ringrazio Giulio Mozzi per avermi offerto questa opportunità, e ringrazio a tutti quelli che partecipano al progetto e lo fanno crescere.

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