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LETTERA ANONIMA E SEGRETA

di Pamela (02/02/2006 - 03:29)

Caro cletus (massì, mi sei ancora caro),

Ti avevo già detto che non amo essere coinvolta in questi giochini per blogger navigati, io sono di un’altra pasta, un po’ scotta e collosa, forse, una pasta non puntuale e ligia al dovere, una pasta anarchica. Non voglio fare quello che fanno gli altri. Non voglio parlare delle mie cinque strane abitudini, per svariate ragioni: le mie strane abitudini sono molte di più di cinque e non voglio che eventuali corteggiatori in agguato (si, sono pure di una pasta antiquata) si facciano idee sbagliate o esattissime sul mio stile di vita.

Uomo avvertito mezzo salvato. Nessuno deve sapere che, cascasse il mondo, almeno una volta alla settimana io rimesto in una grossa ciotola un’orribile mistura di farina acqua e lievito naturale, madre di tutte le mie pagnotte, che si può senza tema di cadere in fallo, far risalire al pleistocene. La pasta madre va a male a tutte le massaie, per trascuratezza, dimenticanza, distrazione. Esse devono ricominciare tutto da capo, impastando nuova farina e nuova acqua e attendere un tempo variabile ma sempre lunghissimo (cioè superiore a qualche ora) perché il miracolo lievitoso si manifesti. A me non va a male, la mia pasta madre è sempre la stessa da tempo immemorabile. Quando il pane viene simile a quello commestibile, normalmente in vendita in boutique chiamate forni o anche panetterie, festeggio l’evento informando il parentado tutto e a volte inviando a mezzo corriere sottili, evanescenti fette miracolose (ho un forno piccolo). Sono solita anche organizzare festini trasgressivi e rave party a base di pane guarnito con raffinato olio d’oliva, ma non spargere la voce perché, come dicevo, il forno è piccolo.

Non vorrei mai che si venisse a sapere che, da quando faccio di professione la pendolare e per hobby mi diletto in un lavoro impiegatizio, sempre che riesca in tempo utile a raggiungere la mia postazione, sono solita svegliarmi alcune ore prima del sorgere del sole, per fare tutto con calma. Così impiego le ultime ore della notte a coccolare la mia ormai unica gatta, a viziarla con caramelle per gatti ed altre prelibatezze. Rimane molto tempo e allora mi siedo al PC, scrivo qualche sogno a beneficio del mio consumatore onirico, che me ne chiede sempre e non gli bastano mai. Oltre ai miei sogni vuole anche dei soldi. Quando esco dal suo studio mi sento sollevata e alleggerita: i miei sogni ei miei soldi sono in buone mani. Poi, se non sono troppo addormentata, provo a fare utili rituali magico-esorcistici per scacciare gli spiriti maligni e purificare la casa e la mia aura: brucio incenso al sandalo, faccio meditazione, brevi escursioni nelle mie vite precedenti, non per sterile curiosità, ma esclusivamente per migliorare i miei rapporti con i capi, con cui sono stata molto cattiva in precedenza, anche se nessuno di noi se lo ricorda più, trattandosi di mie mancanze di secoli fa. Questi viaggi nel tempo e nello spazio mi portano confortanti spiegazioni a tutto l’inspiegabile della mia vita e hanno il risvolto di essere molto economici, meglio dei last minute: al massimo mi viene fame e mi costano una ciotola di corn flakes e latte di soia. Faccio ancora in tempo a vestirmi di corsa e precipitarmi alla stazione, dove il mio treno aspetta che sia arrivata per potermi chiudere la porta in faccia.

Preferisco tacere che i miei libri più consumati e vissuti non siano capolavori immortali. Alcuni capolavori in mio possesso sono vistosamente nuovi e mai aperti, altri leggiucchiati qua e là, altri letti e rimossi in quanto finiscono male e mi intristiscono. I miei libri più frequentati sono manuali del tipo: “Come scrivere un best-seller senza sforzo in tre giorni nei ritagli di tempo mentre ti dedichi anche ad indispensabili faccende domestiche e parli al telefono ad esempio con cletus” “Sistemi economici  e rapidi per vincere somme favolose al lotto ma anche al casinò investendo cifre irrisorie, permettendoti il lusso di licenziarti tanto la pensione non ti serve più” “Come investire i miliardi appena vinti al gioco se sei una sprovveduta ex-impiegata che non è abituata ad essere ricca” “I segreti dei grandi collezionisti per chi possiede francobolli insignificanti e monete che non hanno nulla di speciale ma toglie dal portafoglio perché pesano” “Antiche e rozze ricette di bellezza dell’età della pietra con ingredienti quasi impossibili da trovare e risultati non garantiti anzi improbabili” “Come aumentare la tua intelligenza, la tua creatività, la tua fortuna con piccoli innocui mantra da ripetere ad alta voce per ventisette ore al giorno senza far caso a lazzi  e risate di chi ti circonda e ad eventuali licenziamenti in tronco, ripudio da parte di partner e interdizione di parentame”

Non farei cenno delle mie sane abitudini di navigare per siti apocalittici in cui apprendo che ufo cattivi si alleano con divinità malevole, colluse con la mafia siculo-americana, allo scopo di impoverire l’occidente a favore di una sconosciuta comunità residente su un’isola del mar dei Sargassi, composta di esseri intelligentissimi dalle sembianze di mezzo topo e mezzo medusa, che hanno intenzione di impadronirsi delle nostre menti. Tremo di paura mentre apprendo terribili verità, celate dai media e dai governi tutti e mi accingo ad affrontare una giornata lavorativa media con animo più leggero: il peggio deve ancora venire e allora nessuna vipera starnazzante può preoccuparmi.

Non potrei, a nessun costo, parlarti dei miei rapporti, reali o virtuali, con uomini, tantomeno di quelli con uomini non ancora reali ma non del tutto virtuali, della mia dissennata abitudine di chattare con sconosciuti fascinosi e soprattutto tenebrosi, belli non si sa, che scopro con orrore avere le sembianze del ragioniere del piano di sotto, indegno, a mio meditato parere, di un primo sguardo, figuriamoci di un secondo.

Poiché tengo in somma misura alla mia privacy, ti prego quindi, caro cletus, di astenerti, nel futuro, dal coinvolgermi in siffatti giochi blogghistici.

Con inalterata e inalterabile stima

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