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COMUNICAZIONE

di Pamela (19/01/2007 - 19:19)

Gammarth, Tunisia, parecchi anni fa. La spiaggia dell’albergo ha ombrelloni in paglia molto distanti tra loro. C’è pochissima gente e tutti prendono il sole in silenzio. I tedeschi sono in maggioranza. Un gruppo di adolescenti inglesi, è l’unica fonte di suono. Sono sordomuti, ma articolano parole, mentre i loro gesti sfidano il vento. Sono tutti buttati su asciugamani disposti ordinatamente, in fila, davanti ai primi ombrelloni. Le onde lambiscono i loro piedi. E’ un po’ che li osservo e li trovo simpatici.

Arriva un altro gruppo, con la pelle più scura. Sono anch’essi adolescenti, con costumi da bagno castigati. Altri gesti si intrecciano nell’aria, altre parole, parole arabe, vengono pronunciate, altri asciugamani vengono distesi, ordinatamente, in fila. Alcuni ragazzi stanno distesi, altri seduti, altri ancora in piedi.

Arriva il bagnino, gridando. Impegna una discussione animata con i ragazzi arabi. Scatto in piedi e mi avvicino. I ragazzi inglesi mi chiedono aiuto, in inglese. Il bagnino vuole cacciare i loro amici: non sono ammessi arabi, nella spiaggia dell’albergo e nell’albergo tutto, a meno che non abbiano una tessera  di non so che club, in terra tunisina, quindi araba. Gli dico che i ragazzi stanno con me, sono miei ospiti. Veramente sarebbero ospiti dei ragazzi inglesi, ma forse un adulto, anche se donna, ha più influenza. Non si convince e inscena un altro tentativo per farli sloggiare. Allora lo minaccio. Dico che parlerò al direttore dell’albergo di questo increscioso episodio, anzi bisogna chiamarlo subito, il direttore. Se ne va borbottando. Capisco che ha un margine decisionale, altrimenti l’avrebbe chiamato lui, il direttore.

Durante la discussione e anche prima, osservando i ragazzi, avevo notato che gli arabi parlavano solo arabo e gli inglesi solo inglese. Adesso, appianate le cose, posso godermi lo spettacolo. Dei giovani che, se non avessero un particolare handicap, non avrebbero mai potuto comunicare, parlano, discutono, ognuno nella sua lingua ma comprendendosi perfettamente, ridono insieme, fanno i soliti scherzi che fanno gli adolescenti sulla spiaggia, vanno a farei il bagno in massa, tra spruzzi giganteschi. Questi ragazzi fanno un gran casino. Forse aveva ragione il bagnino.

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